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Benvenuto!

Di seguito troverai l'introduzione al manuale per il corretto uso dei Tarocchi degli Orishas, un mazzo di carte specificamente studiato per promuovere l'auto conoscenza e la pratica spirituale individuale.
Scoprirai che questo mazzo non è un mazzo di tarocchi qualsiasi e il suo uso non è un uso legato alla divinazione. Ciononostante, se ritieni di avere le competenze necessarie per usarlo come un mazzo tradizionale, sei libero di sperimentare con gli archetipi che ogni carta rappresenta. In questa guida però non troverai indicazioni su come leggere le carte agli altri o come prevedere eventi futuri. Troverai invece un potente strumento per una migliore auto conoscenza e per una sana pratica psicomagica.
Ti consiglio di leggere tutto il testo introduttivo contenuto nella premessa, per capire di cosa tratta questo manuale, su quali fondamenta teoriche si basa e che scopo si prefigge. Ciononostante qui sotto troverai un menù suddiviso per argomenti. 

o
individuazione

Premssa

Nella vita spesso abbiamo l'impressione di trovarci di fronte a modelli o schemi ripetitivi, siano essi modelli comportamentali o forme naturali. Questi modelli sono definiti archetipi e nella psicologia analitica sono considerati responsabili del perché il mondo è fatto così com'è e del perché l'uomo pensa nel modo in cui pensa.

Il famoso psicologo e psichiatra svizzero Carl Gustav Jung, che ha dedicato tutta la sua vita allo studio di queste forme modello, è giunto alla conclusione che gli archetipi sono forme arcaiche della conoscenza umana innata, che ci vengono trasmesse in modo ereditario, quasi biologico. Un vero patrimonio psichico ancestrale.

Jung fu molto criticato perché fu il primo a osare creare una correlazione interdisciplinare tra campi del sapere che “dovrebbero” rimanere separati. Da un lato le scienze come la psicologia e la psichiatria, dall’altro le pseudoscienze come l’alchimia, l’astrologia, la numerologia e l’esoterismo. Il “Grande Vecchio” (come molti lo chiamano affettuosamente) Jung, unì tutta questa conoscenza, con il filo d’oro, il filo di Arianna, che ci aiuta a non perderci nei labirinti della mente e generò la teoria comprensiva degli archetipi Universali e subconscio collettivo.

Il suo contributo fu talmente importante che finì per cambiare la percezione che l'uomo aveva sempre avuto nei confronti di alcune discipline, come l'astrologia, che passò dall'essere uno strumento per predire il futuro a uno strumento per leggere il presente. Questa rivoluzione, sempre grazie a C.G. Jung finì anche per cambiare il modo in cui oggi vengono letti i Tarocchi.

Alcuni degli strumenti con cui Jung sviluppò lo studio dell'inconscio furono l'astrologia esoterica e i tarocchi.

Stabilì una relazione transitoria tra la psiche individuale e un presunto sistema simbolico transpersonale: gli archetipi. Da questa fusione deriva, come logica conseguenza, una “misticizzazione” della psicologia e una psicologizzazione del misticismo, sfumando completamente il confine tra le scienze ortodosse e le periferie sconosciute del sapere, che oggi chiamiamo pseudoscienze.

Gli archetipi del Padre, della Madre, del Giovane, del Vecchio, dell'Eroe... Sono tutte personalità che appartengono alla psiche collettiva, poiché sono presenti nelle nostre narrazioni mitiche e mistiche, come situazioni archetipiche, come la Morte, la Nascita, il Viaggio, l'Iniziazione... Questi episodi composti da personaggi e situazioni tipiche sono gli episodi dell'esperienza umana.

Nelle parole di Jung: “un'immagine o un archetipo primordiale è una figura, sia essa una divinità, un essere umano, o un processo, che si ripete costantemente nel corso della storia, apparendo ovunque l'immaginazione creativa trovi un posto per esprimersi liberamente. In ognuno di questi personaggi risiede una parte del destino umano”.

Sebbene gli archetipi, nella nostra vita quotidiana, vivano sepolti sotto un manto di consapevolezza razionale, essi possono, attraverso alcune pratiche, essere riconosciuti e riattivati, per permetterci di trovare ed esprimere il nostro vero “io”.

Ma perché farlo?

È molto semplice: per riuscire a costruire relazioni migliori, interpretare meglio i nostri bisogni, sviluppare la consapevolezza di sé e migliorare come persone. Insomma, per essere felici.

Jung, a differenza di Freud, non credeva che gli esseri umani nascessero vuoti e poi scolpissero la loro psiche esclusivamente sulla base dell’esperienza accumulata nel corso della vita. Jung credeva che ogni individuo nascesse con un'eredità simbolica preinstallata, ereditata proprio come la genetica. Pensava inoltre che parte di questo patrimonio non appartenesse soltanto alla società o al lignaggio familiare dell'individuo, ma fosse un patrimonio collettivo che potremmo definire “i geni mentali dell'umanità” e che, come i geni biologici, si scambiano, ricambiano e ricombinano, creando le infinite sfumature della psiche umana, quelle caratteristiche che rendono distinguibile il mio volto dal tuo, ma che generano anche etnie, sosia e gemelli identici.

In questo senso potremmo considerare gli Orishas come i gruppi etnici dall’identità archetipica.

Pertanto, nel tema archetipico di una persona, normalmente coesistono più Orishas, anche molto diversi, così come nel nostro patrimonio genetico possono coesistere geni che provengono da luoghi che mai avremmo pensato ci appartenessero.

Creare un proprio tema archetipico equivarrebbe in un certo senso a fare un test mentale del DNA e magari scoprire alcune affiliazioni che non avremmo mai sospettato.

Ricordando sempre che ci muoviamo in territori di confine e questo richiede sempre una buona dose di prudenza.

Archetipi nella storia

Scienza, filosofia e religione sono state plasmate dagli archetipi. Essi determinano la forma che usiamo per decodificare il mondo esteriore attraverso i sensi, ma al tempo stesso sono lo strumento con cui noi stessi proiettiamo nel mondo le nostre immagini interiori. La Gioconda, ad esempio. Una donna misteriosa, che ci guarda e ci sorride, avvolta nella profondità dei toni scuri della terra. Stabile. Triangolare. Protagonista su uno sfondo naturale che ci fa scorgere rocce e acqua. Questo non è solo un ritratto. È l'evocazione archetipica della Grande Madre. Della natura stessa.

La quinta sinfonia di Beethoven. Il movimento musicale così universalmente famoso, che nel suo inizio si ripete per tre volte prima di partire per l'evoluzione del tema. Non è forse un archetipo ritmico universalmente condiviso quello che ci fa partire dopo il tre? Uno, due, tre, via! O al contrario.

Il David di Michelangelo. Uno splendido giovane enorme uomo che guarda verso sinistra. Non è forse a sinistra, dando le spalle alla linea ipotetica del tempo, il luogo dove risiede il futuro? Non è un caso che questa statua sia diventata il simbolo di un periodo storico che si prefiggeva lo scopo di abbandonare un passato oscuro per rinascere in un nuovo futuro: il Rinascimento.

Ogni opera intrisa di archetipi universali è destinata a colpirci nel profondo. Risuona con ciò che abbiamo dentro e questo incontro normalmente viene espresso con una sola e semplice frase: "mi piace".

Chi, nella vita, saprà interpretare al meglio il proprio archetipo, o  chi saprà realizzare opere archetipiche, sarà destinato ed elevarsi dalla massa. Sarà riconoscibile e riconosciuto. Il matrimonio con il nostro vero Io è il regalo più grande che possiamo fare alla nostra persona.

Conclusione

Jung riteneva che gli archetipi rappresentino le personalità e le circostanze basiche della vita. I tarocchi degli Orishas, sfiorano il concetto di circostanze e si concentrano su quello di personalità. Yemayá, Obbatalá, Oshumaré e gli altri, sono disegni segnaletici di prototipi archetipali, il cui scopo è aiutare il "giocatore" a identificare in se stesso e negli altri le forze che governano le personalità al fine di promuovere una migliore conoscenza di se stessi e degli altri, con tutti i vantaggi che questo implica. Capire che il nostro capo è uno Shangó ombra, nostra madre è una Oyá luce, la persona a cui abbiamo affidato la cura della nostra mente è un Obbatalá ombra, ci può servire a riconoscere con anticipo i futuri problemi o a comprendere le ragioni di comportamenti che ci sembrano insoliti perché distanti dal nostro modo di vedere il mondo. Capire invece qual è il nostro Orisha dominante e quali altri Orishas popolano la nostra psiche, attiva in noi un processo di individuazione, che renderà più semplice capire cosa vogliamo nella vita. Completare questo processo con azioni rituali di tipo psicomagico invece, ci fornirà un aiuto "extra", nel cammino dell'auto realizzazione.

Sebbene le persona sia permeata da più archetipi, Jung aveva notato che di solito, uno tende a essere il predominante. Quello sarà il nostro Orisha principale, quello a cui dedicheremo un altare permanente.

 

Stati della coscienza e archetipi principali individuati da Jung

PERSONA

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EGO

INCOSCIENTE PERSONALE

INCOSCIENTE COLLETTIVO

Il mio Orisha

I miei Orishas

Gli Orishas

L'Iceberg della persona. Parti sommerse e pari emerse

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PERSONA

ESSERE

OMBRA

ANIMA

PERSONA
Il modo in cui vogliamo che ci vedano gli altri. La maschera sociale. La parola persona deriva dal latino "persona" che a sua volta deriva dall'etrusco" Phersu" e si riferisce alla maschera teatrale. Secondo Jung la persona serve per proteggere l'Ego da ciò che è negativo. Noi tutti siamo buoni e cattivi. Tutti facciamo cose che noi per primi consideriamo socialmente sconvenienti o addirittura repulsive, e per questo non consentiamo mai che questi aspetti affiorino nella nostra persona. Non vogliamo che gli altri se ne accorgano e quindi nascondiamo tutto questo bagaglio di desideri ed esperienze censurate nell'ombra e deleghiamo alla persona il compito di andare in giro per il mondo a rappresentarci e a interagire con gli altri.

OMBRA
Nell'ombra ci sono idee represse, questioni sgradevoli, debolezze, difetti, istinti, desideri, esperienze traumatiche. Nell'ombra ci sono tutte le cose che riteniamo inaccettabili, sia per la società che per noi stessi; l'invidia, l'odio...tutto questo sta nell'ombra. In ogni individuo c'è un ombra. Negare la sua presenza non fa altro che rafforzarla, e in alcuni casi, può portare allo sviluppo di patologie psicotiche. Per questo motivo, ogni Orisha del mazzo, è accompagnato dal suo gemello ombra ed è necessario che il "giocatore" impari a riconoscere in quale ombra si nascondono i suoi difetti. Non riconoscersi in nessun aspetto ombra di nessun personaggio, è certamente un sintomo di una superficiale autoanalisi o di un processo di negazione. Ovviamente i personaggi ombra presenti nel mazzo, raffigurano la peggiore evoluzione possibile degli aspetti ombra. Non è detto che la nostra ombra sia tanto violenta o cattiva, ma anche in una forma più blanda, sarà sicuramente riconoscibile.  

ANIMA o ANIMUS
L'anima secondo Jung era l'aspetto femminile del maschio, mentre l'animus era l'aspetto maschile della femmina. L'anima è ciò che in noi, ha il compito di portarci al centro, nel nostro essere. Armonizzare questi due aspetti e ascoltare il nostro cuore è il cammino per raggiungere l'essere.

ESSERE
L'essere è l'unificazione. La coscienza. Il punto al centro dell'essere è l'ego. Il cerchio è la coscienza. Il processo di individuazione consiste nel trasformarsi in un nucleo brillante. Un ego consapevole di ciò che è. Una persona che ha trovato la propria identità e grazie a questo ha potuto espandere la propria consapevolezza, finendo per vivere una vita più grande del proprio ego. L'individuazione ci fa diventare grandi persone, persone in grado di estendere la propria sfera di azione aldilà dei confini della nostra quotidianità, dei nostri problemi e delle nostre miserie. Diventiamo utili per gli altri e consapevoli del mondo in cui viviamo. La nostra presenza viene riconosciuta dal mondo esattamente come noi riconosciamo la presenza del mondo.


 

Jung aveva riconosciuto 12 archetipi principali.
La numerologia riconosce 9 archetipi principali più alcuni extra
Il tarot degli Orishas riconosce 18 archetipi principali più 18 ombre.

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Come si può notare gli archetipi Orishas si differenziano da quelli junghiani. A un archetipo junghiano possono corrispondere 2 o 3 Orishas che appartengono per significato a quell'aspetto, ma si differenziano nel dettaglio. Esistono  inoltre alcuni Orishas che non hanno corrispondente junghiano. Il tarot degli Orishas è un nuovo mondo archetipale da esplorare, che arriva a noi dopo un lungo viaggio durato 2500 anni, dalla fondazione della mitica città di Ifa, in Nigeria, dove per la prima volta si eressero dei templi dedicati agli Orishas.

mio tema archetipico

IL MIO TEMA ARCHETIPICO

Questa é la tabella che devi compilare per conoscere il tuo tema archetipico.

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Clicca sulla lingua che ti serve e scarica gratuitamente la scheda

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ITALIANO

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ENGLISH

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ESPAÑOL

COME SI COMPILA

Per compilare la scheda useremo lo stesso principio di corrispondenza che si usa in numerologia e che consiste in convertire un codice alfabetico in codice numerico. A ogni lettera corrisponde un numero secondo la tabella di conversione numerologica standard. Compila il modulo con i tuoi dati così come specificato e poi converti ogni lettera in numero.
CHI: Tuo Nome. Cognome Materno. Cognome Paterno.
DOVE: Nome della Città in cui sei nato.
QUANDO: Data di nascita completa.

Esempio: 
Nome: MARCELLA = 4+1+9+3+5+3+3+1 = 29 = 2+9 =
11 = 1+1= 2. Due sarà il valore numerico del nome Marcella. In questo caso, siccome il 2 deriva dall'11 che è un numero maestro, tutte e due i valori verranno tenuti in considerazione. Pertanto i valore numerici del nome Marcella saranno : 2 e 11.

Una volta che la tua scheda sarà compilata, appariranno alcuni valori chiave (quadrati azzurri, quadrati gialli e quadrato verde). Convertiremo i numeri in Orishas usando la tabella di corrispondenza fra numeri e Orishas che troverai nella Guida.





QUADRATI GIALLI


ORISHA DELL'ESSERE
Nome+Passato Materno+Passato Paterno

Possono essere uno o più Orishas. Rappresentano ciò che ognuno di noi definisce "Io". Sono il modo in cui ci sentiamo e questo dipende in parte da chi siamo e in parte dalla famiglia da cui veniamo. Tutti abbiamo ricevuto una educazione e questo ha influito, sin da piccoli, sul modo in cui abbiamo formato i nostri valori e le nostre credenze. La nostra lingua, il nostro senso di appartenenza, i nostri antenati, sono tutte forze che hanno plasmato la nostra identità ben prima che la nostra coscienza iniziasse a chiedersi "chi sono?" e che pertanto, sono indivisibili dal nostro modo di essere. Sono una preimpostazione archetipale, che solo certe pratiche spirituali o ascetiche possono cancellare. Qualunque persona comune, semplicemente impara a conviverci e questo non è detto che sia un problema, a patto che si riconoscano coscientemente.

ORISHA DEL CONTESTO
Cittá di nascita+Data di nascita

Possono essere uno o più Orishas. Rappresentano le coordinate necessarie per ubicarci nello spazio e nel tempo. Il periodo storico e la parte di mondo in cui siamo nati, sono altri due fattori che hanno contribuito a scolpire la nostra persona. È molto differente essere un uomo del '700 o uno del 2000, essere nati in una regione fredda o in una calda, in una ricca città o in un piccolo villaggio, in una zona del mondo liberale o in una repressiva. Attenzione: il CONTESTO può rappresentare anche aspetti familiari lontani, come nonni, bisnonni, famiglie che ci hanno accolto pur non essendo la nostra famiglia biologica, comunità, orfanotrofi, e in generale tutti quei contesti che hanno plasmato la nostra infanzia ma che non abbiamo ereditato direttamente dai nostri genitori biologici.

ORISHA DELL'ANIMA
Data di nascita+Orisha dell'Essere


Possono essere uno o più Orishas. Rappresentano il desiderio profondo della nostra anima. Sono gli Orishas, le Forze, le Immagini, che ci faranno sentire completi, appagati e soddisfatti nella vita. Rappresentano ciò che realmente desideriamo, aldilà della maschera sociale (la persona). Per esempio, un individuo che ha 8  nella persona (SHANGÓ) e 2 nell'anima (BOTOTONKI) è un individuo che nella vita cercherà di affermarsi come leader, cercherà riconoscimento sociale e prestigio, ma anche se tutto questo gli darà grande soddisfazione, nel profondo sarà veramente felice solo quando riuscirà ad avere un rapporto di coppia profondo, oppure quando riuscirà finalmente a risolvere il suo conflitto duale, essendo questi i due significati della carta BOTOTONKI.


QUADRATI AZZURRI

I quadrati azzurri sono tutti Orishas che ci appartengono, in un modo o nell'altro. Possono essere attivi o vivere in noi in forma potenziale. Possono trovarsi nella luce o nell'ombra. Possono rimanere silenziosi per anni per poi attivarsi all'improvviso e con grande forza arrivando addirittura a superare l'Orisha della persona, determinando grandi svolte e cambi di rotta talmente drastici che possono far perdere le tracce della persona che eravamo una volta. Sono Orishas che dobbiamo considerare anche se apparentemente non sembrano determinanti visto che non rientrano nei quadrati gialli. 


QUADRATO VERDE


ORISHA DELLA PERSONA
Orisha dell'Essere+Orisha del
Contesto+Orisha dell'Anima

Possono essere uno o più Orishas. Rappresentano la nostra Persona, intesa come maschera sociale. Sono la somma di chi siamo, quando siamo nati, dove siamo nati e da quale famiglia. In quest'Orisha è racchiusa la nostra predestinazione, che non si deve confondere con il destino. Questo Orisha rappresenta quello che noi diventeremo se asseconderemo e saremo in linea con la nostra predestinazione. Se ci riconosciamo in questo Orisha, significa che realizzarci non sarà un percorso difficile. Ci riusciremo con una certa disinvoltura, perché tutto in noi, spinge e sostiene il nostro cammino. Se non ci riconosciamo nell'Orisha della persona, significa che dovremmo lottare contro la nostra predestinazione, per forgiare, attraverso la volontà, il nostro proprio destino, remando contro gli ascendenti familiari, il contesto sociale e la nostra predestinazione.

Chi si riconosce nell' Orisha della Persona che risulta dal suo tema archetipico, può immediatamente organizzarsi per la pratica rituale, seguendo le indicazioni contenute nella scheda dell'Orisha. Il contatto con questa forza sarà semplice e intuitivo e i risultati che una buona pratica spirituale fornisce saranno veloci.

Chi non si riconosce nell'Orisha della Persona dovrà invece cercare nel suo tema archetipico l'Orisha in cui si riconosce e organizzare la propria pratica rituale con esso. Entrare in sintonia con l'Orisha che ha scelto sarà un percorso un po' più lento ma non per questo meno efficace.

Chi invece non si riconosce con nessuno degli Orishas risultanti dal proprio tema archetipico dovrà autodeterminarsi completamente. Questo percorso si fa attraverso la volontà, una buona capacità di autoanalisi e obiettività. Se nella nostra psiche viviamo delle dissociazioni e cre
diamo di essere ciò che non siamo, anche una buona e costante pratica rituale non ci sarà di aiuto, anzi, potrebbe dare origine a grandi frustrazioni. 

Scegliete con cura a quale Orisha dedicare il vostro altare permanente, perché la nostra mente è uno strumento molto potente anche se poco conosciuto.

Consigli dal caos

CONSIGLI DAL CAOS & ORACOLO DI IFÁ

Il mazzo dei Tarocchi degli Orishas, oltre a fornire immagini per la pratica psicomagica, può essere usato come mazzo motivazionale "oracolare". Sostanzialmente si tratta di mescolare le carte ed estrarne una a caso. Ma vediamo nel dettaglio:

CONSIGLI DAL CAOS

La pratica Consigli dal Caos, va eseguita principalmente al mattino e va fatta soltanto una volta al giorno. Si mescolano le carte per 10 o più secondi, cercando di mantenere la mente vuota. Il silenzio mentale non è facile da ottenere, potete aiutarvi osservando le cose intorno a voi, il paesaggio fuori dalla finestra o concentrandovi su una immagine che vi serva a ottenere pace mentale, come per esempio un mandala. A questo punto, quando non sentite più la vostra voce nella testa, estraete una carta a caso. Posatela sul tavolo o sul vostro altare e giratela in modo da vedere che figura rappresenta. Una carta bianca è positiva. Una carta nera indica un punto su cui dobbiamo fare attenzione. Non abbiate in nessun modo timore della carta che rappresenta Ikú (la morte) perché il suo significato è quello espresso nella scheda. Per questo motivo è fondamentale conoscere bene la scheda di ogni personaggio. Per non fraintendere il suo significato.
A questo punto voi diventate gli interpreti del gioco. Basandovi sulle parole chiave di ogni carta, dovrete cercare di capire quale indicazione vi invia il Caos, per aiutarvi nel corso della giornata. La carta estratta può descrivere una caratteristica della vostra persona che oggi risulterà utile per risolvere un problema o che invece sarà la ragione per cui oggi voi genererete un problema. Può indicare un incontro. Può rappresentare un avvenimento esterno che non necessariamente vi coinvolgerà ma a cui, in un modo o nell'altro assisterete e così via. La chiave interpretativa la dovete trovare voi. L'ambito invece, ve lo dirà la carta.

ORACOLO DI IFÁ

L'oracolo di Ifá è un sistema divinatorio usato dai sacerdoti delle religioni africane e afroamericane (Babalawos) che si basano nella tradizione Yoruba degli Orishas. È un sistema molto complesso, in cui il sacerdote, lanciando conchiglie o semi su una tavola, interpreta le risposte degli Orishas, per conto del consultante.
Noi non faremo nulla di questo, però utilizzeremo il mazzo come strumento oracolare.

Mescoliamo le carte per un tempo sufficiente a elaborare una domanda specifica. Una volta che abbiamo la domanda dobbiamo pronunciarla correttamente e a voce alta. A questo punto possiamo estrarre casualmente una carta e procedere alla sua interpretazione seguendo ancora una volta le indicazioni della scheda. È un processo molto simile a quello dei Consigli dal Caos, ma con due differenze: 

1. La nostra mente, mentre mescoliamo le carte, non deve stare in silenzio ma deve concentrarsi attentamente su una specifica domanda.
2. Qualunque momento del giorno va bene e possiamo ripetere la consultazione fino a 3 volte al giorno.

Attenzione:
Non fare domande che riguardano altri: (Mi ama?)
Non fare domande a due o più opzioni: (Devo andare a destra o a sinistra?)  Chiedi piuttosto: (incontrerò problemi andando a destra? Sarò felice andando a destra? È la scelta giusta andare a destra?)
Non fare domande che riguardano scenari che non ti coinvolgono: (come sarà il mondo nel 2340?)


L'Oracolo degli Orishas non è altro che una porta che si apre sulla tua mente profonda e che approfittando di una temporanea sospensione dell'approccio razionale, lascia affiorare conoscenze e intuizioni che già abbiamo dentro. Non usarlo come se fosse Google. Non può darti risposte che tu non sappia già (a meno che tu non sia un sensitivo o un veggente). Dentro di noi però, ci sono milioni di conoscenze archiviate, perché considerate poco importanti o poco utili, o perché ereditate in modo subliminale, così come diceva Jung. Questa pratica è in grado di riattivarle consentendoti di trovare le tue risposte.


 

Pratica rituale

PRATICA RITUALE

Come detto in precedenza, esistono alcune pratiche che possono riattivare in noi la forza degli archetipi universali. Una di queste (quella che io pratico e quindi vi propongo) è la pratica psicomagica.
Ma cos'è
la psicomagia?
In realtà è una pratica ancestrale e globalmente condivisa, che affonda le sue radici nella magia popolare e nello sciamanesimo, arrivando a coinvolgere, con il passare del tempo, anche la psicanalisi, l'alchimia, l'astrologia e il tarot.  Quando questo insieme di conoscenze si sposa con l'arte si origina la psicomagia. Questa pratica ha lo scopo di stabilire un dialogo con il subcosciente, per eliminare i suoi blocchi, risvegliare il suo potenziale o guarire i suoi traumi. Per ottenere questo effetto ricorre alla messa in scena di azioni teatrali ad alto valore simbolico. 
Padre di questa tecnica artistica si sanazione è Alejandro Jodorowsky:

" ...la psicomagia si propone un percorso inverso a quello della psicoanalisi. Invece di insegnare il subconscio a parlare la lingua della razionalità, insegna alla razionalità a parlare la lingua del subconscio. Il subconscio è fatto di suoni, odori, sensazioni, immagini, esperienze tattili..."

Da questa considerazione nasce quindi l'esigenza di mettere in scena un rituale di tipo simbolico ogni volta che vogliamo comunicare con un Orisha, essendo gli Orishas nient'altro che un mondo archetipale subcosciente che aspetta di essere riattivato.

Adotteremo quindi alcuni dei principi esposti da Jodorowsky per poter usare i tarocchi degli Orishas nella nostra pratica rituale.
Ecco alcuni dei principi che ci interessano in questo contesto:

- Esiste un solo linguaggio capace di aumentare il nostro livello di coscienza, ed è il linguaggio dell'arte e della poesia.
- L'incosciente comprende meglio il linguaggio del sogno che il linguaggio razionale.
- Una istruzione non diventa realmente operativa, non riesce ad acquisire il suo pieno potenziale trasformatore, se non nel momento in cui viene applicata. Se una presa di coscienza non è seguita da un'azione, rimane totalmente sterile. Ossia: un'azione vale più di mille parole.


Questo significa che chi vorrà utilizzare il mazzo dei  Tarocchi degli Orishas anche per la pratica rituale, troverà nella scheda di ogni Orisha, alcune indicazioni utili per organizzare il proprio altare e mettere in scena rappresentazioni psicomagiche. 
Nelle istruzioni non troverete dogmi ne regole. Questo mondo non ha nulla a che fare con la religione. Troverete invece consigli che provengono dalla mia esperienza personale. Siete liberi di seguirli o no.

NOTA CONCLUSIVA

È necessario ribadire ancora una volta che, anche se stiamo parlando di divinità che appartengono alla tradizione Yoruba (mia cultura paterna) il percorso che vi propongo non è in alcun modo un percorso religioso. Non si tratta di Santeria o di nessuna religione di matrice afrocubana. Io non appartengo a nessuna religione e non vi sto proponendo nessuna religione. Quello che vi propongo come artista, è un percorso INDIVIDUALE di sperimentazione, che attraverso un uso cosciente dell'arte, può aiutarvi nella crescita come individui alla ricerca di se stessi e della espressione del proprio potenziale nascosto.

Grazie per la vostra attenzione
Viola

Nella guida online troverete:
LA PAGINA PER LE CORRISPONDENZE FRA I NUMERI DEL TEMA ARCHETIPICO E GLI ORISHAS
LA SCHEDA DI OGNI ORISHA CON:
SIGNIFICATO ARCHETIPICO
SIGNIFICATO DELLA SUA PRESENZA NELL' ESSERE
SIGNIFICATO DELLA SUA PRESENZA NEL CONTESTO
SIGNIFICATO DELLA SUA PRESENZA NELL'ANIMA
SIGNIFICATO DELLA SUA PRESENZA NELLA PERSONA
TRASFORMAZIONE DELL'ORISHA DA ARCHETIPO A STEREOTIPO (COME SI PRESENTA NELLA PERSONALITÁ STANDARD)
PAROLE CHIAVE PER I CONSIGLI DAL CAOS E L'ORACOLO DI IFÁ
CONSIGLI PER IL RITUALE PSICOMAGICO DI CIASCUN ORISHA

Per leggere la guida online è necessario registrarsi nel sito. So che a molti questo non piace ma purtroppo è necessario per impedire la libera circolazione delle immagini artistiche sul web. Esiste un mercato illegale che vende mazzi di carte contraffatti anche su importanti piattaforme come Amazon. Questo è un grande danno per noi artisti, sia d'immagine (i mazzi contraffatti non hanno mai la stessa qualità degli originali) sia economico (i veri autori del mazzo non percepiscono alcun compenso). Per registrarsi è richiesto solo un indirizzo e mail e una password. Non vi chiedo altri dati personali. Le vostre e mail non saranno usate per scopi commerciali.

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